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SICUREZZA SUL LAVORO E ANTINFORTUNISTICA: I “VESTITI” CHE POSSONO SALVARTI

2019-10-03 10:52

maria grazia valsecchi

News, Articolo 3,

SICUREZZA SUL LAVORO E ANTINFORTUNISTICA: I “VESTITI” CHE POSSONO SALVARTI

L’abbigliamento antinfortunistico ha prima di tutto lo scopo ben preciso di impedire che chi compie un lavoro potenzialmente pericoloso possa essere vittima di

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L’abbigliamento antinfortunistico ha prima di tutto lo scopo ben preciso di impedire che chi compie un lavoro potenzialmente pericoloso possa essere vittima di incidenti. Gran parte delle regole vigenti oggi in Italia derivano dal fondamentale Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, emanato con il decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81. In base al decreto, i datori di lavoro hanno tutti l’obbligo di vigilare e controllare che le norme sulla sicurezza, e in particolare quelle antinfortunistiche, siano rispettate, con corsi obbligatori e l’uso corretto dei macchinari e dell’abbigliamento usato nello svolgimento del lavoro.

Come deve essere l’abbigliamento antinfortunistico

L’abbigliamento infortunistico è ovviamente differente a seconda della professione praticata dal soggetto in questione, visto che è ovvio che un operaio che lavora in un cantiere, dove è sempre possibile la caduta di oggetti (e quindi è obbligatorio usare il casco), avrà esigenze diverse rispetto a chi deve manovrare fluidi molto caldi o metalli fusi. La protezione delle parti del corpo a rischio in maniera integrale è essenziale, così come la scelta dei migliori materiali (antiurto, ignifughi, resistenti alle sostanze chimiche corrosive e così via) nel rispetto dei più severi standard di sicurezza. L’abito giusto può davvero salvare la vita, se utilizzato nel modo corretto e in tutte le situazioni di rischio potenziale, e non solo quelle di rischio probabile. La tecnica nel settore dell’antinfortunistica ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, e oggi resistere al contatto con una sostanza acida o al rischio di finire coinvolti in un incendio è possibile se solo l’azienda ricorre ai prodotti giusti, regolarmente certificati e controllati con la massima cura.

L’esempio dei nastri trasportatori

Un esempio della necessità dell’utilizzo di abiti antifortunistici arriva dalle aziende dove vengono utilizzati i nastri trasportatori per la logistica della merce, come quelle del comparto metalmeccanico. Il rischio, qui, è che le parti del corpo e gli elementi che compongono il nastro trasportatore possano entrare a contatto con i vestiti dell’operaio e sottoporlo a rischio di trascinamento, schiacciamento e investimento da caduta di materiale trasportato. In questo caso, gli indumenti antinfortunistici dovranno essere tute da lavoro senza lembi sciolti o nastri pendenti, e i capelli, soprattutto se lunghi, dovranno essere contenuti in retine per evitare il rischio di impigliamento e successivo trascinamento.

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